Due giorni al Porsche on Board [RESOCONTO]

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Cartolina
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Due giorni al Porsche on Board [RESOCONTO]

Messaggio da Cartolina »

Avrei potuto aggiungere questa recensione su HF virate e strambate, ma credo meriti una parte a se in quanto manifestazione di tutto rispetto.
Riporto la bella esperienza del weekend al Porsche on Board a Maccarese a nord di Roma.
E' il secondo anno che questa competizione, basata su GPSformula, prende vita, lo scorso anno non partecipai anche perchè il sistema di caricamento delle tracce è ancora un pochino macchinoso, ma quest'anno avendo inserito tutte le uscite da inizio anno, ho approfittato dell'ospitalità, ed anche sapendo di non poter competere in nulla, mi sono buttato in mezzo ai campioni, curioso nel vederli manovrare da vicino, cercando di rubare con gli occhi un po' di tecnica.

Appena arrivato mi sono reso conto, che il mio hydrofoil, nonostante abbia un ottimo prodotto (anche abbastanza costoso), in confronto ai missili che vedevo parcheggiati, è paragonabile al caviale del Todis.

Gli atleti usano veramente armi spaventose, nessun piantone al di sotto dei 100, forse anche 110, tutti Chubanga, le tavole race si dividono tra Groove, Hydro e Temavento, le ali per la maggior parte Ozone R1, due erano con Flysurfer VMG2, nessun altra marca con modelli race.
Utilizzano misure enormi con cavi cortissimi, quindi 18 e 21 (c'erano circa 10 nodi con picchi a 12), per confronto io ero con la 12 e cavi normali.

Il resto dei rider umani aveva ovviamente per la maggior parte Moses come hydrofoil, tanti Lift, io unico con il Ketos, attrezzati per la maggiore con alettoni, mentre come kite si variava su tutto, dall'Hyperlink, al Soul, al FreeRS.

C'era un solo Sonic3 e questo mi fa pensare che la maggior parte degli hydrofoiler, ormai, si divide in quiver full race o full freeride, sono in pochi ad avere in alto un'ala che si piazza tra le due categorie, che alla fine di queste due giornate, mi sono reso conto potrebbe essere utile alla causa di molti, ma ne parlo dopo.

Al briefing, ci viene spiegato da Pieluigi Capozzi, che ovviamente non si tratta di una regata vera e propria, ma un campo di allenamento che la simula, con la classica linea immaginaria di partenza posta tra boa e gommone, le 3 bandiere visibili a intervalli differenti e due giri da effettuare completamente lasciando le boe di bolina e di poppa (distanti tra 0.8/1 miglio l'una) sempre alla sinistra.
Il programma ha previsto due regatine/allenamento intervallate da due sessioni di 30 minuti di traccia GPS, durante le quali, si dovevano compiere almeno 20 inversioni percorrendo almeno 400m il più veloce possibile tra un'inversione e l'altra.

Non pretendendo nulla in termini di competizione, mi sono buttato in acqua con l'intento di "rubare" con gli occhi qualche segreto ai "pro" (Brasili, Giovannelli, Capozzi...) e la prima reazione che ho avuto è la voglia di correre, ti viene naturale al solo guardarli.

La regata per me è durata qualche minuto, impossibile stargli dietro, dopo soli 10 secondi veri dalla partenza, i "pro" erano in mare aperto, quindi tutti noi attrezzati freeride abbiamo ripiegato sulle tracce GPS da 30 minuti.
Anche questo sembra facile, invece provate a contare quante inversioni fate in 30 minuti, il massimo che sono riuscite a farne è stato 21, strambando soltanto.

Ho provato a "copiare" la loro postura e già dopo qualche bordo sentivo più sicurezza in maggiore velocità rispetto alle ultime uscite, la necessità di allargare lo stance al posteriore arrivando al punto superiore della strap, ma non ce l'ho fatta ad inserire il piede nella posteriore, questo step mentale ancora devo superarlo.
La loro scioltezza nella virata è impressionante (in gara gli ho visto fare solo quelle), le strambate le fanno con una nonchalance, quasi da relax seduto al bar in attesa del caffè, la velocità a cui manovrano, gli permette di avere i piedi in parallelo nelle straps anche per un paio di secondi, il che si traduce in una perfezione di inversione da pura invidia.

Andando avanti nella giornata, mi sono spinto un pochino più al limite e qui mi ricollego al discorso Sonic3, che prendo come esempio (non perchè sia promoter di nulla chiariamoci), ma applicabile ad altre ali race, in quanto, aumentando la velocità in andatura, il mio FressRS spesso restava indietro rispetto all'hydrofoil tenendolo in posizione come i "pro", centro finestra a pelo d'acqua, idem altri rider carrozzati con Soul e Hyperlink, eravamo tutti limitati anche se sotto avremmo avuto qualche nodo in più dal nostro hydrofoil.
Ecco avrebbe sicuramente fatto comodo un Sonic3 o simili, al nostro livello da rider della domenica, con qualche puntatina orientata al race a chi piace il genere, 3-5 nodi di velocità e forse anche qualcosina in più te li fa guadagnare.

A proposito di ali, impressionante la velocità in finestra del VMG2, gli R1 non gli stavano dietro, altrettato impressionante però la facilità di errore, è giustamente un'ala fatta solo per quello ed un paio di volte il rider è finito a serpentina perdendo terreno, credo sarà un'affascinante battaglia Ozone/Flysurfer sui primati di questi meravigliosi modelli.

Nota goliardica, il secondo giorno ci siamo ritrovati in acqua io, Sem e Pandrews, in 3 facevamo uno normale...Pandrews va come un treno essendo carrozzato in basso con un prototipo Temavento race, imprendibile, ma ancora carente nelle virate, io e Sem siamo allo stesso livello contrapposti, lui vira in foiling, ma non stramba, io il contrario, strambo in foiling, ma non viro, Sem attrezzato Soul 18 cavi corti Io FreeRS 12 cavi normali, siamo lì come velocità. Insomma un trio monnezza di tutto rispetto (ovviamente li cito in questo modo perchè siamo amici e ci divertiamo da morire insieme in acqua).

E' stata un'esperienza bellissima, da cui esco con la strambata completamente in foiling e in velocità, un'assetto più race e meno stancante rispetto a prima, sicuramente ora proverò la seconda paletta che ho più veloce rispetto al palettone, curiosità di provare ad entrare con ala più grande e cavi corti, necessità di provare l'hydrofoil carrozzato con un'ala race o simil race, anche se questo vuole dire mettere in conto altri naufragi.

Ho visto con piacere Max Galtarossa, autore delle tavole Porsche.

Il consiglio per tutti, è che da chi è più bravo c'è solo da imparare, anche solo a guardarli.

Complimenti a tutta l'organizzazione.
...ho solo foil e hydrofoil...gli altri guardano dalla spiaggia
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Re: Due giorni al Porsche on Board [RESOCONTO]

Messaggio da Motion »

Bravo Cartolina, ottimo racconto e utili informazioni.

Ritengo queste manifestazioni molto interessanti sotto tutti i punti di vista per noi "utenti della domenica", specialmente a parteciparvi.

Io ho fatto per 2 anni la Dolomiti Hydrofoil Cup e mi sono divertito molto, ho anche imparato molto; anche li c'erano regatanti e campioni nazionali, per fortuna dopo 10-15 secondi erano ben lontani e si regatava con gli altri brocchi un pò più tranquilli, ma la partenza tutti assieme che botta di adrenalina e strizza al c..o : Eeek : : Rolleyes : ; anche l'arrivo a volte non era da meno visto che loro facevano due giri e oltre che doppiarci a volte si arrivava assieme, tanto per dire quanto veloci vanno e come sono veloci e fluidi a fare virata e cambio piedi
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Re: Due giorni al Porsche on Board [RESOCONTO]

Messaggio da fabriberna67 »

Io 3-4 anni fà agli inizi così mi sono appassionato al race, partecipando ad eventi per imparare fino a poi fare parte del plotone. Attrezzandosi e seguendo l'esempio diventa più facile e gratificante di quanto sembra, le sfide anche per la birretta diventano inoltre un plus che rispetto al freestyle dove si è da soli e si cerca gratificazione da chi guarda a riva è uno stimolo enorme.
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